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Primo contratto di lavoro? Ecco cosa controllare prima di firmare

Primo contratto di lavoro? Ecco cosa controllare prima di firmare

L’attesa è finita. Dopo tanto tempo finalmente è arrivato il momento di firmare il leggendario contratto di lavoro. Un momento che tantissime persone alla ricerca di un nuovo lavoro hanno ambito per mesi. Dopo aver inoltrato centinaia di Curriculum, finalmente arriva il momento in cui arriva “il” posto di lavoro, quello giusto. L’ultimo, fondamentale passaggio del processo di selezione del personale è ovviamente la firma del contratto di lavoro, quel documento che sancisce l’impegno reciproco tra dipendente e azienda. Basta una sola firma, ed è fatta. Ma prima di firmare il contratto di lavoro vale la pena controllare che le informazioni riportate siano corrette, per non rischiare di accettare delle condizioni che potrebbero portare a conseguenze negative. Di seguito elencheremo una serie di specifiche da controllare con attenzione prima di procedere con la firma.

Mansione

La mansione è l’insieme delle attività che il dipendente andrà a svolgere e per le quali è stato assunto. È importante che la descrizione della mansione, soprattutto se vi è un patto di prova, sia completa e dettagliata.
Ad esempio, se ci si occupa solo dell’amministrazione contabile e della predisposizione delle fatture delle vendite di un’azienda, non è sufficiente una job description come “impiegato addetto all’amministrazione”; ma sarebbe più corretto specificare le principali attività e aree di lavoro: “impiegato amministrativo addetto al back office commerciale, in particolare alla contabilità delle vendite”.

La mansione è importante perché, unitamente ad altri elementi, ci colloca in un livello piuttosto che in un altro, a cui possono corrispondere diverse retribuzioni.
Quando si instaura un rapporto di lavoro di apprendistato è fondamentale che sia esplicitata la mansione, in quanto essa potrebbe determinare oppure no la legittimità del contratto stesso rispetto a pregressi rapporti del lavoratore. Inoltre una descrizione troppo generica della mansione potrebbe autorizzare il datore di lavoro ad affidare degli incarichi differenti da quelli prestabiliti.

Retribuzione

La retribuzione, di regola, è lorda – cioè senza che vi siano sottratti i contributi e le tasse che il lavoratore dovrà pagare mensilmente – e corrisponderà a tante mensilità quante ne prevede il contratto collettivo applicato dal datore (13 o 14 normalmente).

Quello che è fondamentale verificare è la retribuzione minima, disposta dal c.c.n.l. applicato, in base al livello di inquadramento. È poi possibile che si aggiungano altre forme di retribuzione, ad esempio un’indennità (es. di funzione o di cassa) collegata a quello che il lavoratore fa, o una somma aggiuntiva di retribuzione a titolo di superminimo collettivo o individuale.
In presenza di alcune clausole accessorie è importante che il lavoratore verifichi anche gli importi eventualmente negoziati.

Categoria e livello

Le categorie in cui un lavoratore dipendente può essere inquadrato sono quelle di operaioimpiegatoquadro o dirigente. In base al grado di autonomia e alla mansione richiesti per lo svolgimento del lavoro viene assegnato un livello, che può corrispondere a un numero (1, 2, 3), a una lettera (A, B, C), o alla combinazione di entrambe (1A, 2B, 3C). Entrambe devono essere note al lavoratore che potrà così verificare l’entità di altri istituti come la retribuzione, il preavviso nelle dimissioni, le ferie, ecc.

Durata del periodo di prova

Datore di lavoro e lavoratore possono decidere di sfruttare il periodo di prova per conoscersi, verificare le competenze professionali e anche quelle personali.

È possibile non apporre affatto il periodo di prova al rapporto, e ciò comporta l’essere dal primo giorno di lavoro confermati in servizio.

Quando si sottoscrive la clausola del periodo di prova è importante verificare che il periodo di durata massima sia corretto rispetto al livello di inquadramento. Infatti, qualora il periodo di prova fosse errato e superasse quello disposto dal c.c.n.l., il lavoratore, a scadenza del periodo di prova massimo, sarebbe considerato confermato. In tal senso non si potrebbe più recedere liberamente, ovvero senza dare preavviso al datore di lavoro, come invece è previsto nel corso del periodo di prova (la stessa facoltà resta in capo al datore di lavoro).

Data di scadenza del contratto

Il contratto può essere a tempo determinato, quindi con una data di scadenza, o a tempo indeterminato, cioè senza alcuna fine prestabilita.

È importante verificare la data di scadenza in quanto, se lo stesso dovesse superare i 12 mesi, il datore di lavoro dovrebbe apporre una specifica causale per l’instaurazione del rapporto a tempo determinato.

Clausola di riservatezza

La clausola di riservatezza è quell’obbligo che prevede la non divulgazione di segreti o informazioni relative all’azienda e/o i suoi affari. Per tale obbligo può non essere previsto alcun compenso.

Patto di stabilità

Il patto di stabilità impegna il lavoratore a dare un preavviso maggiore in caso di dimissioni o a pagare delle penali nel caso in cui sia stata concordata una permanenza in azienda per un minimo di tempo.

Tale impegno può riguardare entrambe le parti, quindi anche il datore di lavoro, o solo il lavoratore purché gli venga corrisposta una somma congrua per il suo impegno unilaterale. Il corrispettivo di tale patto può anche equivalere al valore di corsi erogati, purché non obbligatori, al lavoratore.

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