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Trovare lavoro dopo l’università ai tempi del Coronavirus

La crisi economica che da anni ha colpito l’Italia ha reso molto difficile entrare nel mondo del lavoro dopo l’università ma se aggiungiamo anche gli effetti del Coronavirus e le previsioni cupe per l’economia globale, confermate dall’Organizzazione internazionale del lavoro, lo scenario si complica.

Nei primi mesi del 2020 il tasso di occupazione a un anno dal conseguimento della laurea era pari al 65% tra i laureati di primo livello e al 70,1% tra quelli di secondo livello. Rispetto alla rilevazione del 2019, entrambe le quote sono in calo: rispettivamente, -9 e -1,6 punti percentuali. È questo uno dei dati più significativi emersi dl rapporto AlmaLaurea presentato oggi. Anche rispetto alla rilevazione delle retribuzioni, queste, rispetto ad un anno fa risultano in tendenziale calo: -2,8% per i laureati di primo livello, -1,9% per quelli di secondo livello.

In che modo si può valicare questa crisi e trovare lavoro dopo l’università ai tempi del Coronavirus?

1. Lavoro a distanza

Tra le possibili soluzioni per trovare lavoro dopo l’università ai tempi del Coronavirus si posiziona il lavoro a distanza. È ormai la regola che interessa la maggioranza degli italiani e anche i giovani neolaureati possono trarre beneficio, aderendo ad offerte di aziende che ricercano collaboratori da remoto. Questa modalità di lavoro offre il vantaggio di potersi candidare per aziende presenti su tutto il territorio nazionale, contrariamente da quello che avverrebbe con la comune ricerca di lavoro localizzata in una zona non troppo distante dalla propria abitazione.

Lavorare a distanza può essere infatti una valida opportunità per iniziare a mettere a frutto le competenze acquisite nel periodo di studi all’università. È quanto può succedere a coloro che hanno studiato contabilità, in ragione delle tante offerte di lavoro a distanza rintracciabili sul Web e destinate proprio ai neolaureati. Opportunità dello stesso tipo anche per i laureandi in informatica, mercato in fortissimo sviluppo proprio in ragione dell’emergenza sanitaria che aumenta le necessità di remotizzazione delle attività di ogni genere.

Inoltre, uno degli ambiti che più si sta sviluppando ai tempi del Coronavirus è quello della creazione di contenuti per il Web, sia testuali che video. Non ci sono solo lavori di content creation ma si ricercano anche esperti della comunicazione e specialisti di marketing. Anche il commercio elettronico sta fiorendo arrivando a rappresentare un settore molto fertile per i giovani laureati. Possiamo forse affermare, con ancora un po’ di timidezza, che la domanda di lavoro, in alcuni casi, non sta decrementando ma si sta solamente spostando, spodestando i lavori considerati più gettonati fino ad oggi per fare spazio a nuove professioni.

2. Mi invento il lavoro

E perché non ipotizzare la possibilità di mettersi in proprio? È proprio ai tempi dell’università che nascono i più capaci imprenditori e Milano è sede di svariate opportunità per imparare i trucchi del mestiere, ad esempio seguendo le start-up già a partire dallo stage universitario. In questo periodo storico, in cui alcune aziende spesso decidono di non assumere, si può decidere di “inventarsi il lavoro” a partire da zero. Il digitale, anche se per costrizione, sta trovando il carburante per decollare definitivamente, anche per coloro meno avvezzi alle tecnologie.

Largo quindi alla creatività imprenditoriale di chi sappia esercitare una di queste “nuove professioni”: il Virtual Trainer, che assiste i propri clienti a distanza nella rimessa in forma dopo il tormentato periodo del lockdown. Anche il Virtual Chef che condivide con audience di estrazione eterogenea il savoir-faire della cucina e della preparazione delle pietanze più invitanti. Diverse sono le nuove competenze che sono nate durante il periodo della crisi Covid-19, grazie a chi ha saputo unire la capacità di eccellenza alla padronanza degli strumenti informatici ad un pizzico di coraggio.

3. Mi formo

Se proprio trovare lavoro dopo l’università ai tempi del Coronavirus risulta comunque difficile allora la scelta migliore è quella di continuare la formazione. Le grandi agenzie interinali come Randstad consigliano infatti di investire questo tempo nella formazione per rafforzare le competenze tecniche che rendono il proprio curriculum più appetibile nel mercato del lavoro che tra un anno potrebbe già essersi ripreso. Questa opzione potrebbe non essere così invitante poiché una volta finita l’università si ha voglia di mettersi in gioco e questo è del tutto comprensibile. Infatti il nostro consiglio è quello di seguire dei corsi maggiormente professionalizzanti e meno dottrinali, in modo da avvicinarsi alla pratica il più possibile. In altre parole, bisogna evitare di vivere questo periodo come una prolungata vacanza.

Ecco dunque che le strade delle professioni e del trovare lavoro si aprono ai giovani laureati, con la consapevolezza che non tutto il male viene (solo) per nuocere.

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