Come superare un licenziamento e ripartire

Ci sono avvenimenti, come la conclusione di un’amicizia o la perdita di una persona cara, che possono segnarci profondamente portandoci a stati depressivi. Che la vita sia fatta di gioie e dolori ne siamo ben consapevoli, tuttavia ogni volta che la vita ci presenta situazioni difficili non possiamo fare a meno di soffrire. Reagire in maniera positiva ad un evento tragico non è facile: per riuscirci, occorre avere una
grande forza d’animo e la capacità di essere ottimisti, intravedendo la famosa luce nel tunnel. Se poi la situazione spiacevole deriva dal lavoro il discorso non cambia, anzi.

Spesso il licenziamento provoca un dolore eguagliabile ad una rottura amorosa. Del resto si passa la maggior parte del proprio tempo a lavorare e questo dà come risultato una forte unione, molto simile a quella che si presenta in una relazione.

Per tali ragioni qui di seguito troverai qualche suggerimento per affrontare il licenziamento più velocemente e ripartire alla grande.

Cambia la percezione del licenziamento

Chi viene licenziato subisce un duro colpo all’autostima che può portarlo a dubitare seriamente delle sue capacità. Sentirsi “rifiutati” e realizzare che le giornate non saranno più piene come prima non è un cambiamento di poco conto. Perché per quanto ripetitive e stancanti potevano essere le mansioni, davano delle sensazioni di gratificazione ed utilità capaci di compensare gli aspetti negativi.

I motivi che possono portare un datore di lavoro a licenziare sono molteplici. Solitamente – soprattutto in tempi moderni – c’è chi è costretto a ridimensionare l’organico per motivi economici. In questo caso non è necessario continuare a frustarsi e rimuginare perché la causa non è da amputare a se stessi. C’è chi, invece, licenzia perché non reputa soddisfacenti le prestazioni dei dipendenti. In questa situazione occorre invece analizzare le dinamiche con più attenzione per capire cosa nel rapporto di lavoro non ha funzionato come avrebbe dovuto. Pertanto diventa necessario essere un po’ autocritici: può solo fare bene in vista lavori futuri.

In ogni caso non è necessariamente negativo cambiare. Questa occasione può aprire nuove porte e regalare spazio a nuove aspettative ma bisogna essere pronti ad accogliere le novità. Queste arriveranno solo se si inizia a percepire l’accadimento in maniera differente, con più positività ed ottimismo. La vita è dinamica e cambia continuamente le carte in tavola. Il licenziamento resta un evento negativo ma può cambiare l’angolazione del punto di vista per affrontare più velocemente il duro colpo.

Non chiuderti

La notizia del licenziamento scatena una serie di emozioni difficili da gestire. Per alleggerirne il peso è consigliabile condividere i pensieri e gli stati d’animo con persone care. Tuttavia seleziona bene chi saranno i destinatari dei tuoi sfoghi: molti potrebbero infastidirti con frasi fatte e poco sentite. Non reprimere ciò che stai provando e lasciati aiutare.

Non perdere la fiducia in te stesso

Se sei stato licenziato, vuol dire che qualcosa non è andato per il verso giusto. L’idea che ciò che hai fatto per anni non sia bastato a trattenerti in azienda può ferirti e farti sentire tradito, spalancando le porte a pensieri che ti fanno dubitare di te. E’ l’errore più grande che si possa commettere: l’insuccesso che stai sperimentando non deve convincerti che sei un perdente. Identifica le
sensazioni che stai vivendo (angoscia, delusione, rabbia) e riparti da un’attenta analisi di ciò che può farti raggiungere un elevato livello di consapevolezza. Approfitta della situazione per imparare a conoscerti meglio e per capire cosa vorresti fare in futuro.
Per andare avanti però devi continuare a volerti bene e a non perdere la fiducia nelle tue capacità. D’altronde, per aver lavorato diverso tempo nella stessa azienda, qualche motivo ci sarà stato, giusto?

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