Come valorizzare le proprie soft skills

In tempi di estrema concorrenza dei mercati, anche il settore del lavoro vede innumerevoli candidati aggiungersi ogni giorno al suo cospetto. La saturazione delle risorse offre da un lato quello che potremmo definire generalmente “democratizzazione”, vale a dire la possibilità di avere più scelta e libertà nel prendere le decisioni in un contesto di trasparenza, dall’altro lato invece ci attende l’altra faccia della medaglia, il dietro le quinte della ricca e variegata offerta: la competizione e le battaglie di conquista.

Non bisogna scoraggiarsi. Durante il percorso della vita, in qualsiasi ambiente si troveranno dei concorrenti. Diventa dunque necessario sviluppare quelle abilità che consentono di valorizzare le proprie soft skills. Tra un miliardo di puntini neri, occorre essere quei puntini bianchi che, anche se in fin dei conti non sono poi così diversi dagli altri, riescono a far percepire del valore aggiunto.

Il valore aggiunto

Il valore aggiunto è quel “di più” il quale chi lo possiede può ottenere un risultato differente – in termini di prestazioni – da chi non ne è dotato. Esso risiede nella capacità di trasmettere ciò che si predetermina strategicamente. Il valore aggiunto è dunque la consapevolezza di non possedere delle qualità degne di monopolio rispetto ad un segmento di candidati ma costituisce anche la forza motrice che spinge verso la ricerca di quel fattore x che, viene presentato come indispensabile, unico, capace di fare la differenza.

Il carisma gioca un ruolo fondamentale in questa partita. Un corritore, a cui sono state amputate le ginocchia, non crederà che le sue gambe siano più performanti di quelle degli altri atleti ma penserà che il coraggio è il suo vero potere ed è di gran lunga più radicato di quello dei suoi avversari. Il coraggio – il valore aggiunto in questo caso – non è immediatamente identificabile dall’esterno ed ha un carattere più soggettivo. Lo stesso discorso vale per i recruiter ed i candidati. Con un altro esempio ti sarà tutto più chiaro.

“Desidero a tutti i costi lavorare per l’azienda Alfa ed è richiesto che io sappia fare x e y. Bene, posso farlo ma per farmi scegliere ho bisogno di far leva su qualcos’altro che mi dia valore, ad esempio la mia determinazione.”

Soft skills

Le soft skills riguardano quelle capacità personali, innate, che prescindono da competenze tecniche e specifiche. Nel dettaglio ecco alcune tra le più importanti:

Orientamento al perseguimento degli obiettivi. Focus nel raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’asset. La predisposizione verso il risultato è una tra le abilità più ricercate.

Spirito di iniziativa. L’intraprendenza e l’attitudine a prendere decisioni vengono sempre premiate in azienda.

Problem solving. La possibilità di riuscire a gestire i problemi e risolverli, senza farsi prendere troppo da ansie e timori, può, in molti casi, salvare i tempi di crisi.

Leadership. Quasi tutte le più grandi aziende di successo sono guidate da leader lungimiranti, esperti nell’indirizzare i collaboratori, aiutandoli nei momenti di difficoltà e mettendo in luce i loro punti di forza.

Resistenza allo stress. A ridosso delle scadenze e a fronte di notevoli mole di lavoro questa capacità diventa indispensabile per riuscire a gestire al meglio le situazioni.

Autonomia. Essere indipendenti, cercare di risolvere le problematiche in libertà senza chiedere aiuto continuamente, favorisce la crescita professionale.

Acquisizione continua delle conoscenze. Voler imparare, essere costantemente in preda alla fame del sapere forma delle persone colte in grado di giocare la carta vincente in qualsiasi contesto.

Queste capacità spesso vengono menzionate nelle offerte di lavoro delle aziende più innovative che richiedono personale sempre più capace e meno blasonato. I ruoli in cui sono richieste le soft skills sono caratterizzati da una partecipazione attiva all’interno della struttura aziendale, in grado di contribuire in maniera decisiva al miglioramento dell’attività imprenditoriale attraverso un diretto coinvolgimento. Contrariamente, nei ruoli “esecutivi” sono richieste maggiormente competenze di tipo tecnico e l’attenzione è meno proiettata verso le qualità personali.

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