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Cosa scrivere sul curriculum se non si ha molta esperienza?

 

Esperienza o non esperienza?

In questa epoca un problema comune tra le nuove generazioni in cerca di lavoro è l’insostituibile esperienza richiesta dalle aziende, che nel tempo sta assumendo un’ accezione via via più astratta.

Questa inesorabile ricerca di esperienza sta trasformandosi in un’utopica narrazione umanistica: da una parte i potenziali candidati sentono di perseguirla allo stesso modo in cui Dante idolatrava Beatrice e dall’altra le aziende la ricercano in ogni volto, distraendosi dalle peculiarità preziose che incorniciano le personalità di ognuno.

Tanti sono i curriculum che vengono cestinati a colpo di “canc” per massimizzare le tempistiche di assunzione. Così i poveri giovani senza troppa (o nulla) esperienza si ritrovano ad essere etichettati rapidamente con un “non è adatto” e ad essere considerati “l’ennesimo” di una categoria non abbastanza appetibile, senza passare per alcuna valutazione più approfondita.

I pensieri ricorrenti che passano per le menti dei ragazzi in fase di colloquio sono sicuramente questi:

  • “Come faccio a fare esperienza se non mi assumi?”
  • “Come faccio ad avere esperienza se ho appena finito l’università?”
  • “Vuoi un laureato con specializzazione, che abbia massimo 29 anni e almeno 3 anni di esperienza. Fallo conoscere anche a me!”

Delle soluzioni ci sono e a questo punto non ci resta che correre ai ripari e svelare qualche trucchetto che bypassa questo ostacolo.

Come superare il problema dell’esperienza

Come in ogni mercato, anche nel mondo del lavoro è indispensabile differenziarsi. La differenziazione permette l’elevamento rispetto alla massa e cattura l’attenzione degli interlocutori. Con questo non significa che devi metterti in ridicolo o allontanarti dai tuoi canoni di professionalità piuttosto diventa necessario adottare una strategia comunicativa ben precisa.

Può capitare, a volte, di non essere al massimo della creatività, e la redazione del curriculum ci risulta un’attività ancora più noiosa del solito. È ora di cambiare atteggiamento, far vincere l’ambizione e sconfiggere la pigrizia. Se vuoi davvero affrontare l’ostacolo dell’inesperienza hai bisogno di progettare un curriculum che compensi questa mancanza. Come fare?

  1. Inizia a scrivere di te, delle tue passioni, dei tuoi interessi, anche se ti sembra “poco professionale” o inappropriato. Il mercato del lavoro sta mutando: non dimenticarti delle soft skills perché lui le apprezzerà!
  2. Dai enfasi alle tue doti naturali e raccontati. Non avere esperienza professionale non significa non poter raccontare nulla.
  3. Renditi appetibile agli occhi dell’azienda, cura la grafica (senza esagerare con decorazioni e colori) e non utilizzare il formato Europass se non espressamente richiesto!
  4. Dai luce alla tua buona volontà. Se desideri molto essere assunto da un’azienda in particolare allora allega al curriculum un documento in cui spieghi cosa puoi fare per loro e in che modo contribuiresti allo sviluppo del business. Raccontagli cosa miglioreresti e quanto ti sta a cuore la salute dell’azienda.

E se non bastasse solo un buon cv?

Ricorda di allegare sempre una lettera di presentazione al curriculum. Quasi nessuno lo fa. La lettera di presentazione è la tua carta vincente e può davvero essere presa in considerazione – a patto che rispetti i parametri ineluttabili di originalità e anticonvenzionalità.
Cerca di essere leggermente provocatorio ma senza mai perdere di vista il contesto formale. Immagina di essere tu stesso l’imprenditore e scrivi ciò che vorresti che un candidato ti dicesse.

Evidenzia la tua determinazione e la sicurezza personale (anche se non ti senti tale) con frasi carismatiche:

“Sono certo di poter apportare un contributo sostanziale alla vostra azienda”

“Sono la persona che fa al caso vostro”

“Credo in ciò che faccio, concedetemi la possibilità di incontrarci”

“Sono disponibile da subito, anche da ieri”

Poniti senza mai perdere di vista il tuo obiettivo. Prendila come una sfida in cui ne esci vincitore o perdente. Non è più solo “il lavoro”, è il “tuo lavoro” e devi conquistarlo attraverso un atteggiamento proattivo che amiamo definire “corteggiamento professionale”. Guardati intorno, sii curioso, studia cosa succede nell’ambiente che ti circonda, cogli i cambiamenti e sii pioniere. Pensa fuori dagli schemi: in fondo l’esperienza non è così importante se hai altro da valorizzare.

 

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