Job hopping e millennials: cambiare lavoro spesso riduce lo stress e aiuta a fare carriera

job hopper e millennials

Il termine job hopper, molto popolare in questi ultimi anni, indica la nuova tendenza di cambiare lavoro spesso. Infatti job hopper tende a “saltare” da un posto di lavoro all’altro, un po’ per forza di cose, in quanto è costretto dalla precarietà del mercato e dei contratti (sempre più flessibili e a termine), un po’ perché cambiare ambiente risulta uno stimolo.

Job hopping e millennials

Il job hopping è una pratica molto in voga soprattutto tra i millennials, la generazione nata tra il 1981 e il 1996, ed è diventato quasi un trend, in netta contrapposizione con la fedeltà alle aziende. Ma la responsabilità non è solo dei millennials: il mondo del lavoro è profondamente mutato negli ultimi anni e le aziende non riescono più a conquistare i dipendenti, nemmeno attraverso benefit. 

Questo, insieme alla precarietà del mercato e dell’aumento dei contratti a termine, ha creato le condizioni per cui le nuove generazioni non possono più permettersi di essere “fedeli” ad un’unica azienda per ottenere ciò a cui ambiscono. Ma c’è ancora un’altra ragione per cui proprio i millennials ne hanno fatto un trend, ed è lo spirito auto-imprenditoriale di questa generazione, confermato anche da innumerevoli indagini che rivelano che il 62% di loro ha ambizioni imprenditoriali.

I vantaggi del job hopping

Cambiare lavoro per ritrovare gli stimoli, per dare valore a una competenza in cui ci si sente forti, magari per dare una piccola spinta allo stipendio. Ma quali sono i vantaggi del job hopping? 

Tanto per cominciare, un potenziale aumento retributivo, nuove prospettive di carriera (oggi sempre più limitate per chi rimane nella stessa azienda per troppi anni), e un inevitabile ampliamento delle proprie competenze e del proprio network.

I recruiter apprezzano la trasparenza

Saltare di lavoro in lavoro può spaventare, ma i recruiter conoscono bene il fenomeno ed apprezzano la trasparenza, sia in fase di selezione che in fase di colloquio. Il trucco è argomentare sempre, con sincerità, perché è stata fatta una determinata scelta, che rende senz’altro il curriculum più dinamico. Inoltre basta esporre le proprie ragioni in modo coerente per  essere percepiti come una risorsa dalle competenze molto diversificate. Flessibilità, adattabilità e predisposizione al cambiamento sono soft skills molto apprezzate dalle aziende.

Non esistono regole nel job hopping, ma non cambiare troppo spesso lavoro per le motivazioni sbagliate 

Non esiste un intervallo di tempo minimo per valutare la tua posizione lavorativa attuale prima di cambiare lavoro e cercare nuove opportunità di carriera, o almeno non esistono regole valide per tutti: dipende molto dal ruolo, dalle aziende e dal settore in cui si lavora. L’unica regola potrebbe essere di evitare di cambiare troppo spesso lavoro per le motivazioni sbagliate: l’aumento del salario è una delle motivazioni più diffuse  (e secondo Forbes un job Hopper lo aumenta almeno del 20%), ma vanno evitate le scelte fatte per antipatia nei confronti di singole persone all’interno dell’azienda, ad esempio.

Cosa si impara facendo job hopping?

Cambiare più lavori e fare molte più esperienze delle generazioni passate, sì… ma cosa si impara? Innanzi tutto serve ad ampliare le hard skills, cioè quelle competenze tecniche che nascono dall’esperienza lavorativa. Ma si intensificano anche le soft skills: si sviluppa la capacità di apprendere in tempi più brevi, si è più aperti a nuove sfide e si fa networking, che torna sempre utile nell’ambito lavorativo. Si impara ed essere più smart e veloci nella risoluzione di problemi: cambiare spesso ambiente lavorativo rende più aperti a nuove possibilità e aiuta a velocizzare il tuo percorso di crescita.

Il job hopper è una risorsa per le aziende 

L’azienda vede il job hopper come una risorsa che ha vissuto e si è arricchita in diverse culture aziendali: consapevole delle proprie esperienze e dei propri punti di forza/debolezza, è una figura entrata in contatto con realtà di diverse dimensioni, provenienti da settori diversi e ognuna con il proprio approccio imprenditoriale. I recruiters ritengono che i job hoppers siano lavoratori molto efficaci, ambiziosi e capaci di lavorare per obiettivi: cambiare spesso lavoro significa non avere paura di vivere nuove esperienze e collaborare con dei nuovi colleghi, acquisendo delle competenze utili per la propria carriera.