Social media e lavoro, ecco le cose che non piacciono ai recruiter

social media e lavoro, ecco le cose che non piacciono ai recruiter

Da qualche anno i social media hanno invaso ogni aspetto della nostra vita, compreso quello lavorativo. Infatti il binomio social media e lavoro è ormai inscindibile, tanto da essere ormai quasi una routine per i recruiter visitare il profilo dei candidati. Secondo diversi studi, e uno dei più recenti è stato effettuato da Wyser, l’80% delle aziende, prima di assumere nuovo personale, cerca il nome del candidato sul web. Insomma, non è un’abitudine di pochi: sempre più recruiter, con il CV tra le mani, decidono di scoprire di più su grazie a LinkedIn e Facebook. E poiché i social ormai ci rispecchiano in tutto, forniscono informazioni di vario genere sul nostro conto.

In quest’ottica, quindi, è importante che i candidati siano consapevoli che l’immagine di se stessi, veicolata dai social media, è un fattore fondamentale per fare personal branding, termine molto usato nell’ambito del marketing in riferimento all’insieme di strategie messe in atto per promuovere se stessi, le proprie competenze ed esperienze, la propria carriera. Ecco perché bisogna fare attenzione a quello che postate sui social, perché potrebbe costarvi un’eventuale assunzione di lavoro.

Attenzione alle tracce che lasciate sui social 

Le informazioni che i recruiter cercano di ottenere non sono altro che un plus che si aggiunge al vostro curriculum: cercano conferme delle qualità che avete inserito, e anche di farsi un’idea, la più accurata possibile, su chi siete, al di là del curriculum e delle lettere motivazionali e di referenza. In particolare cercano di comprendere se siete persone tolleranti o meno, violente oppure tranquille, o se avete una certa apertura mentale, pronti a confrontarvi con altre culture e punti di vista. 

Il proprio profilo social dovrebbe dare un’immagine di sé migliore possibile, valorizzando le proprie competenze e le proprie esperienze. L’ideale sarebbe presentarsi prima come professionista che come persona: questo è molto più facile su LinkedIn, il social network dedicato per facilitare relazioni lavorative e per trovare lavoro, ma è più difficile su Facebook. 

Vediamo i comportamenti da evitare su Facebook, e in generale su tutti gli altri social media.

Non lamentatevi del vostro lavoro

A tutti capita di avere una brutta giornata lavorativa e di volersi sfogare su Facebook, magari creando uno scambio di battute tra colleghi o amici. Eppure non potrebbe esserci niente di più dannoso. Meglio togliersi i sassolini dalle scarpe con persone di cui vi fidate, e magari non sui social media. D’altro canto i social media spesso vengono usati come sfogo immediato per denunciare questioni più serie di una discussione, e in quel caso denunciate l’accaduto al responsabile delle risorse umane che vi indicherà la strada da percorrere. Insomma, non scrivete niente di cui potreste pentirvi un giorno.

Contenuti sconvenienti

In questa categoria sono incluse moltissime cose, dalle foto di dubbio gusto e contenuti violenti di qualsiasi tipo. Non tutti gli aspetti della vostra vita devono essere documentati sui social media, soprattutto non nell’era in cui sono diventati praticamente un’alternativa ai biglietti da visita tradizionali. E non vuol dire censura: bisogna saper capire quali contenuti sono opportuni per la pubblicazione e quali appartengono alla sfera privata, la cui condivisione (pubblica) potrebbe essere una scelta discutibile. All’interno di quest’area vi sono anche i contenuti violenti e razzisti.

Meglio evitare politica e religione

Politica e religione sono argomenti molto sensibili, che rischiano di urtare la sensibilità dei recruiter che visitano il vostro profilo. L’ideale sarebbe mantenere riservati questi aspetti, per evitare che possano compromettere un colloquio o una promozione. Non si tratta di rinnegare i propri valori o di disconoscere la propria fede, ma di mostrare buon senso e intelligenza. Dopotutto, sono informazioni utili sui vostri social?

Date il giusto valore alla vostra privacy

Le informazioni che i recruiter possono reperire sui vostri social, in sintesi, dipendono da voi: potete gestirle al meglio scegliendo di condividere i contenuti che pubblicate con i vostri amici. In questo modo le uniche informazioni a cui avranno accesso i recruiter sono la foto profilo, l’immagine di copertina e il nome. Potete sempre limitare ogni eventuale danno evitando di avere un profilo pubblico.